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Lavoro a tempo determinato

L’assunzione di un lavoratore domestico può effettuarsi a tempo determinato purchè nel rispetto della normativa vigente ovvero a fronte di oggettive ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo. Il contratto a termine deve essere stipulato obbligatoriamente in forma scritta, con scambio tra le parti della relativa lettera nella quale devono essere specificate le ragioni giustificatrici, come previsto dall’art. 7 del CCNL.

 

La copia del contratto sottoscritto deve essere consegnata dal datore di lavoro al lavoratore entro 5 giorni lavorativi dall’inizio della prestazione.

 

La forma scritta non è richiesta quando il rapporto di lavoro istauratosi tra le parti sia di natura occasionale (non superi i 12 giorni).

 

Il termine del contratto a tempo determinato può essere, con il consenso del lavoratore, prorogato un’unica volta solo quando la durata iniziale del contratto sia inferiore a tre anni. La proroga è ammessa a condizione che sia richiesta da ragioni oggettive e si riferisca alla stessa attività lavorativa per la quale il contratto è stato stipulato a tempo determinato.

 

Inoltre, la durata complessiva del rapporto a termine non potrà essere comunque superiore, compresa la eventuale proroga, ai tre anni.

 

E' consentita l’apposizione di un termine alla durata del contratto di lavoro nei seguenti casi:

 

- per l’esecuzione di un servizio definito o predeterminato nel tempo, anche se ripetitivo;

- per sostituire anche parzialmente lavoratori che abbiano ottenuto la sospensione del rapporto per motivi familiari, compresa la necessità di raggiungere la propria famiglia residente all’estero;

- per sostituire lavoratori malati, infortunati, in maternità o fruenti dei diritti istituiti dalle norme di legge sulla tutela dei minori e dei portatori di handicap, anche oltre i periodi di conservazione obbligatoria del posto;

- per sostituire lavoratori in ferie;

- per l’assistenza extradomiciliare a persone non autosufficienti ricoverate in ospedali, case di cura, residenze sanitarie assistenziali e case di riposo.

 

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